Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono.

Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
   
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Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche sulle responsabilità della politica lucana e pugliese.

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono. Non è il tempo della demagogia ma quello delle responsabilità.

Il Portavoce del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, Gianni Fabbris, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Non è con la solidarietà che si risolvono i problemi drammatici e le ferite aperte sul territorio dalle alluvioni, nè in Sardegna, nè in Basilicata e Puglia (dove serve circa un miliardo di Euro per le tre alluvioni degli ultimi tre anni), tantomeno in tutte le aree del Paese che attendono invano risposte da anni. Se la solidarietà è un atto importante fra i cittadini che può contribuire a cementare le comunità ed a risolvere singoli e temporanei problemi, quando viene usata dalla politica corre il rischio di essere demagogia. A quanti hanno dichiarato che le risorse raccolte in occasione della consultazione per eleggere il segretario nazionale di una forza politica (Primarie del PD) che avverranno domenica prossima 8 Dicembre saranno devolute per solidarietà agli alluvionati di Basilicata mi viene naturale ricordare che compito di una forza politica è di contribuire a dare risposte ai problemi aperti nel Paese ed in Regione con atti e provvedimenti. Quando poi quella forza politica è determinante componente del Governo Nazionale e Regionale mi viene da ricordare che da oltre mille giorni (dal 2011) i cittadini lucani e Pugliesi attendono di sapere (oltre le briciole avute) quali siano le risposte ai loro problemi, che da oltre 60 giorni dall’alluvione di Ottobre 2013 non c’è ancora l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri per la Puglia, tantomeno per la Basilicata che non ha nemmeno la dichiarazione di Stato di Emergenza. A forze che hanno parlamentari e componenti di Governo (sottosegretari, ministri e viceministri) chiediamo, dunque, la certezza delle responsabilità politiche ed il buon gusto di soprassedere a gesti inutili”

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